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BREVISSIMI CENNI STORICI SU PARONA
a cura di Rinaldo Dal Negro


Già 30.000 anni fa le colline di Parona erano. molto probabilmente, stanziate dall'uomo primitivo, mentre invece la sottostante pianura era una distesa paludosa, quindi non abitabile. Queste ipotesi sono avvalorate dalla scoperta,nella zona collinare di Parona e nelle immediate vicinanze, di alcune tracce di insediamenti umani riferibili al Paleolitico superiore e dal rinvenimento nel territorio argilloso alla sinistra dell'Adige di vari oggetti in uso durante il periodo Neolitico.
Con passare dei secoli la situazione del territorio mutò completamente ed il nostro sito si sviluppò sulle pendici delle colline (vedi Santa Cristina) e, ove possibile, anche nelle zone pianeggianti.
Ecco pertanto a Parona la presenza dell'uomo anche in età romana, come testimoniano il rinvenimento in loco di un cippo miliare, di una stele funeraria, di varie lapidi sepolcrali e, soprattutto. dei resti di un acquedotto che approvvigionava l'acqua potabile alla Città.
La documentazione scritta inerente Parona risale al Medioevo; più precisamente il documento più. remoto al riguardo è dell'anno 954. In quei tempi il nostro paese era di pertinenza della Abbazia di San Zeno la quale, nel 1165, lo infeudò ad una tra le più potenti famiglie veronesi: i Monticali.
Parona, allora, rivestiva notevole importanza strategica in quanto posizionata sulla strada romana Claudio Augusta Padana - passaggio obbligato per tutti gli eserciti invasori.

La nascita del Comune rurale di Parona risale alla seconda metà del Duecento.
Di questo periodo abbiamo le prime notizie delle cappelle esistenti in loco e cioè; Santa Cristina e San Dionigi (le più antiche), San Crescentino (la più importante) e San Giacomo con annesso "hospitale" (ospizio per viandanti); tutte dipendenti dalla pieve di Arbizzano.
Durante i quattro secoli di dominazione veneziana (XV- XVXXX sec.) ci fu un risveglio socio-economico e così alle consuete attività agricole se ne aggiunsero alcune alternative come la lavorazione della pietra, della lana e dei laterizi. Ci fu anche un incremento nelle attività collegate alla navigazione fluviale (mulini natanti, porticciolo, passo volante, ecc.) ma non mancarono anche grandi calamità come la pestilenza del 1630, che falcidiò talmente la popolazione che dovettero trascorrere oltre 100 anni perchè il Paese si ripopolasse come prima (morirono 225 abitanti su 410). In questo periodo i Malaspina si sostituirono ai Monticoli quali giuspatroni del paese il quale, territorialmente, apparteneva al Vicariato della Valpolicella. Il Comune di Parana era guidato da un massaro e da tre consiglieri e godeva di sufficienti entrate che gli consentivano, tra l'altro, di stipendiare il prete e il campanaro della chiesa, nel frattempo divenuta parrocchiale.
L'Ottocento è il secolo delle dominazioni straniere (francesi e austriache, 1796 - 1866) e quindi dell'unione anche del Veneto all'Italia. Per Parona ci furono importanti avvenimenti, tra cui:
  • Il Paese, già giuspatronato dei Malaspina, passò agli Alessandrini, ma alla fine del secolo scomparve ogni residuo feudale.
  • Venne rifabbricata la chiesa parrocchiale, dopo averla acquistata dall'abate di San Zeno.
  • Vennero costruite le ferrovie Verona-Innsbruk e, più tardi, il trenino Verona-Caprino.
  • Ebbero avvio l'asilo infantile, le scuole elementari e le prime £orme di mutuo soccorso.
  • Sorsero ed ebbero notevole incremento alcune attività commerciali, artigianali e industriali che richiesero l'ausilio di manodopera esterna.

    Il Novecento infine, essendo più cronaca che storia, non interessa questa breve cronologia, che terminiamo descrivendo i mutamenti di ordine politico-amministrativo e toponomastico intervenuti tra l'Ottocento e il Novecento:
  • All'inizio dell'Ottocento Parona era capoluogo di Comune, con frazioni Arbizzano e Novare. - Nel 1808 i francesi fecero di Parona una frazione di Verona.
  • Nel 1816 gli austriaci promossero Arbizzano a capoluogo di Comune a cui assegnarono le frazioni di Parona e Novare.
  • La situazione di cui sopra durò solo fino al 1827, quando Parona ridiventò Comune con propria sede municipale da cui dipendevano anche Arbizzano e Novare.
  • Nel 1866 il nostro Comune prese la denominazione di Parona all'Adige e ciò fino al 1906 quando cambiò denominazione in Parona di Valpolicella.
  • Nel 1927 tutti i borghi contermini alla Città furono da questa assorbiti e quindi anche Parona divenne una frazione del Comune di Verona.
  • Ai giorni nostri Parona di Valpolicella è sempre una frazione di Verona, conta circa 3600 abitanti ed è decentrata nella Circoscrizione 2° nord-ovest unitamente a Quinzano, Avesa, Ponte Crescano, Valdonega e Borgo Trento.

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